Monitor Mercati

EX-DATE E RECORD DATE, FACCIAMO CHIAREZZA

Una delle strutture preferite dagli investitori nell’ultimo biennio è stata quella dei Phoenix Certificates. I Phoenix, che si trovano sul mercato anche sotto il nome commerciale di Cash Collect, Express Coupon Plus,  Crescendo Rendimento, Premium e Athena, sono certificati strutturati che hanno l’obiettivo di offrire un flusso cedolare periodico – condizionato o incondizionato – e una forma di protezione condizionata del capitale. Proprio la presenza di una protezione condizionata del capitale li fa differire dalle più note obbligazioni creando i presupposti per un rendimento che in alcuni casi può arrivare alla doppia cifra su base annua. è proprio la ricerca del rendimento e la possibilità di adattarsi anche ad orizzonti temporali di breve periodo (in considerazione del fatto che le cedole possono essere trimestrali o semestrali) che può spiegare il favore incontrato nel mercato da questa tipologia di certificati.  In ultimo, non va dimenticata la loro efficienza fiscale.

La ricerca del rendimento ha spinto il mercato verso questa particolare tipologia di certificato che viene concepito per consentire una protezione del capitale accompagnata da cedole periodiche.

Data la crescente diffusione, ci pare opportuno chiarire le modalità di interpretazione e di funzionamento delle diverse date che contraddistinguono la struttura dei certificati di tipo Phoenix:  data di valutazione, ex-date, record date e data di pagamento.

1. Data di Valutazione: indica la data in cui si rileva il livello dell'attività sottostante per stabilire se il certificato matura il diritto di pagare o meno il coupon . Si trova solo negli strumenti in cui lo stacco della cedola periodica è condizionato  all'andamento del sottostante  che determina in questo modo il verificarsi di un evento . La data di valutazione non è presente nei certificati con importo periodico incondizionato.

2. Data-Ex (o Data Ex-Coupon): indica il giorno in cui viene staccato il diritto di percepire l’importo periodico. Chi acquista il certificato a partire dalla Data-Ex in avanti non ha diritto a percepire il coupon alla relativa Data di Pagamento. Viceversa, solo chi acquista il certificato fino al giorno precedente alla Data-Ex (ovvero entro l’ultimo giorno “Cum”) ha diritto a ricevere il coupon. La Data-Ex è sempre successiva alla Data di Valutazione e solitamente cade il secondo giorno aperto di borsa successivo. La Data-Ex è stabilita da Borsa Italiana , con proprio Avviso*,  come il giorno di borsa aperta precedente alla Record Date. A partire dalla Data-Ex, il certificato negozia sul mercato ad un prezzo che sconta lo stacco del coupon.

3. Record Date (o Data di Registrazione): indica il giorno in cui l’emittente verifica colui che risulti titolare del diritto di ricevere l'importo periodico, ovvero chi è portatore del certificato in tale data. La Record Date è fissata dall’emittente e di norma cade quattro giorni di borsa aperta dopo la Data di Valutazione (comunque un giorno dopo la Data-Ex).

4. Data di Pagamento: indica il giorno in cui viene effettuato il pagamento del coupon.  Deve essere sempre temporalmente successiva alla Record Date. Per molti certificati è il giorno immediatamente successivo alla Record Date, ma nulla vieta all'emittente di indicare nel prospetto un'altra data successiva. L’ordine di pagamento del coupon andrà a beneficio di coloro che risultano portatori  del certificato alla Record Date. La Data di Pagamento solitamente cade 5 giorni lavorativi dopo la Data di Valutazione.

 * Per alcuni certificati la Data-Ex potrebbe differire dalla regola generale, si consiglia sempre di prendere visione del relativo Avviso pubblicato da Borsa Italiana.

ENI ANCORA PROTAGONISTA A PIAZZA AFFARI

Dopo aver subito forti ribassi nell’ultimo lasso di tempo, dovute alle perdite economiche registrate, ENI ha ripreso quota recuperando quasi la soglia dei 13 euro e risultando nella seduta del 26 febbraio il quarto miglior titolo del comparto a livello europeo con un rialzo a fine giornata superiore al 5%, grazie alla conferma arrivata sul dividendo di 0,80 euro. La caduta da inizio anno si è ridotta a questo punto a circa l’8%, e i presupposti per raggiungere di nuovo il massimo dell’ultimo anno (17,66 Euro) ci sono tutti. Non bisogna dimenticare chele condizioni economiche globali hanno subito un forte cambiamento, soprattutto a causa del crollo del prezzo del petrolio – driver principale dell’andamento dei titoli del settore ma anche dei listini azionari più in generale – che non riesce a risollevarsi dopo il tracollo che lo ha portato fino ai 26 dollari. Ciò nonostante l’AD De Scalzi, a margine della diffusione dei risultati preliminari del 2015, ha confermato che la politica dei dividendi per l’anno in corso non subirà alcuna modifica, con gli 80 centesimi previsti definiti “del tutto sostenibili”. Un eventuale ritorno del prezzo del petrolio a 50 dollari, ha proseguito De Scalzi, sarebbe inoltre sufficiente per consentire ad ENI di finanziare gli investimenti mediante il flusso di cassa generato dalle attività operative, anche in considerazione dell’esito positivo dell’operazione Saipem, che attraverso l’Aumento di Capitale, ha riportato nelle casse dell’azienda i 3,2 miliardi di dollari di precedente esposizione creditoria. Il prossimo appuntamento è a questo punto previsto per il 18 marzo, giornata in cui ENI presenterà il piano strategico per i prossimi esercizi e fornirà indicazioni sui dividendi futuri.

Per consentire agli investitori di puntare implicitamente sull’andamento del titolo ENI quotato a Piazza Affari, l’industria dei certificati di investimento propone da sempre un gran numero di emissioni caratterizzate dai più svariati profili di rischio e rendimento. Allo stato attuale, nonostante il difficoltoso avvio di 2016 che ha causato la prematura rottura di molte barriera continue, le proposte in circolazione sul mercato domestico che hanno ENI come singolo sottostante (o come componente di un basket), sono 155 e muovono dalla strategia di capitale incondizionatamente protetto, valida per chi ritiene di volersi assicurare una forma di protezione del capitale a scadenza rinunciando ai dividendi che il titolo distribuirà nei prossimi esercizi, replicandone così l’eventuale andamento positivo, a quella a capitale condizionatamente protetto, di cui i Bonus, gli Express e i Phoenix sono i principali nomi commerciali reperibili.

All’interno della vasta categoria di emissioni a capitale condizionatamente protetto si possono incontrare delle soluzioni valide e idonee per le più svariate esigenze di investimento. Con i Bonus Cap, a barriera continua o discreta, ci si può assicurare un rendimento predeterminato alla sola condizione che ENI non tocchi, mai (barriera continua o americana) o alla sola data di valutazione finale ( barriera discreta o europea), un livello predefinito, di norma posizionato ad una distanza di almeno il 20% dallo strike iniziale. Per l’investitore che scelga di acquistare un Bonus Cap non sarà pertanto determinante l’entità della performance di ENI alla scadenza bensì il fatto che la barriera sia rimasta inviolata, consentendo cosi il pagamento del Bonus prefissato. Indicati per le fasi di mercato laterali, o moderatamente positive o negative, i Bonus Cap consentono di massimizzare i trading range puntando a un rendimento prestabilito.

Per chi non volesse attendere la scadenza per ottenere il Bonus prefissato, il mercato propone le strutture Phoenix o Express, caratterizzate da un meccanismo di rilevazioni intermedie con frequenza periodica a partire dalla data di emissione e fino a quella di scadenza naturale, in occasione delle quali è possibile ottenere, a seguito della rilevazione del prezzo di ENI, il pagamento di un coupon e/o il rimborso anticipato del capitale. In questo caso, confermata la presenza di una barriera di prezzo da non violare (quasi esclusivamente alla scadenza per questo genere di emissioni), il rendimento potenziale è legato al mantenimento di un livello prefissato alle varie date di osservazione intermedie, esprimendosi sotto forma di flusso cedolare periodico. Per la loro struttura, questo genere di certificati sono indicati per chi si attende un andamento moderatamente rialzista o ribassista di ENI e voglia garantirsi la possibilità di ricevere un rendimento periodico sotto forma di coupon.

Data pubblicazione: 
17.03.2016
Tipo notizia: 
News